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Bruxelles 2012

bruxelles

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IRPECOR e Scuola di Arti Terapie propongono il workshop internazionale

DANZATERAPIA
Fondamenti, processi, dispositivi terapeutici

Bruxelles, 1-9 aprile 2012
con
V. Bellia, B. Lesage, E. Undurraga

Il workshop è rivolto a danzamovimentoterapeuti diplomati e in formazione e aperto a professionisti della relazione di aiuto interessati a una conoscenza approfondita della Danzamovimentoterapia e delle sue potenzialità applicative.

 

 

La Danzamovimentoterapia (Dmt)

argiaDagli albori della civiltà il flusso della danza crea e rinnova il legame sociale, anima le pratiche di guarigione, celebra i rituali tradizionali, nutre il benessere personale e collettivo. Anche nelle culture giovanili contemporanee riemerge prepotentemente l'eterno e ubiquitario «bisogno di danzare» (Schott-Billmann 2000).

La tradizione della danza, antica quanto l'umanità, nell'ultimo secolo ha generato una moderna pratica clinica, la danzaterapia. Nell'ultimo dopoguerra, stagione di straordinaria fioritura delle terapie di gruppo, i laboratori di Marian Chace, Trudi Schoop, Rose Gaetner hanno aperto spiragli di risveglio vitale nei luoghi del più radicale impoverimento della persona, gli ospedali psichiatrici. A distanza di settant'an­ni, la Danzamovimentoterapia è oggi una disciplina con un consolidato patrimonio teorico e metodologico, che fa tesoro dell'arte del movimento e del sapere psicodinamico.

La Danzamovimentoterapia Espressivo-Relazionale (Dmt-ER)

piedi vertLa metodologia della Dmt-ER, sistematizzata negli anni novanta da Vincenzo Bellia, ha alle spalle la danzaterapia a sfondo antropologico ispirata all'Expression Primitive e la matrice gruppoanalitica.
Nella Dmt-ER però trovano sviluppo alcune basilari intuizioni di Marian Chace, la prima danzaterapeuta. Già negli anni quaranta del secolo scorso, Marian Chace scriveva che la danzaterapia

- si basa sulla spontanea risposta motoria allo stimolo ritmico musicale,

- promuove la partecipazione degli individui al gruppo,

- sviluppa l'immagine corporea, che è «primariamente una creazione sociale».

La Dmt-ER si radica innanzitutto nella matrice artistica ed espressiva della danza. La danza è la forma più completa di movimento: ne convoglia la componente biologica e funzionale all'interno di una intenzionalità simbolico-rap­pre­sen­tati­va, nel quadro di un'esperienza creativa  intrinsecamente relazionale. La danza, nei laboratori di Dmt-ER, percorre una molteplicità di stili, attingendo alla pluralità delle culture del corpo e alla complessità dell'esperienza psicosomatica.

Nella Dmt-ER il processo creativo avviene nell'incontro interpersonale, non può più essere banalizzato nella celebrazione narcisistica. Nel gioco relazionale, inteso come «finzione creativa», l'identità dei soggetti coinvolti prende forma, trasformando in modo inedito il patrimonio collettivo.

Il ritmo svolge una fondamentale funzione di organizzatore biologico, psichico e relazionale; è una tessitura dinamica sul cui terreno si realizza l'accordo tra l'individuo e il mondo esterno. La dimensione ritmica è centrale nella Dmt-ER, radicata nella matrice antropologica e nella pratica dell'Expression Primitive.

Attingendo allo studio dei dispositivi rituali tradizionali e della psicodinamica dei gruppi, infine, la Dmt-ER ha formulato peculiari modelli di organizzazione del setting terapeutico, orientati da una basilare intuizione, a un tempo filosofica e metodologica: la via allo sviluppo di sé passa sempre dall'altro.

Le applicazioni

La Dmt-ER è stata storicamente praticata nel trattamento di diverse forme di psicopatologia: le psicosi innanzitutto, ma anche i disturbi dell'umore e d'ansia. Diffusamente impiegata e studiata nei disturbi del comportamento alimentare e nelle dipendenze patologiche, trova applicazione anche nei disturbi psicosomatici e in tutte quelle condizioni in cui la marcata componente alexitimica e la rigidità dei tratti personologici ostacolano un approccio verbale tout court.

L'approccio ludico e attivante rende la metodologia particolarmente efficace nella riabilitazione di diverse forme di handicap psichico, fisico e sensoriale, nella prevenzione terziaria di forme iniziali di demenza, nei disordini del comportamento e del controllo degli impulsi in età evolutiva. Un promettente settore di sviluppo applicativo è rappresentato dalle sempre più attuali e diffuse condizioni post-traumatiche e di abuso. Non mancano inoltre le esperienze di Dmt-ER come risorsa complementare in medicina generale: in cardiologia, nel pre- e post-partum, in oncologia.

Oltre che nel lavoro terapeutico e riabilitativo la Dmt-ER, con il suo solido know-how di pertinenza relazionale, è ampiamente utilizzata nel settore educativo, nel lavoro psico-sociale e nello sviluppo di comunità, nei processi di transculturazione, nella formazione alle competenze relazionali degli educatori e degli operatori socio-sanitari. È una prospettiva socio-antropologica di grandi potenzialità, in un tessuto civile sempre più caratterizzato dalla frammentazione e dall'anomia, con il corpo dolorosamente in primo piano, sottoposto a violenze di ogni tipo: il corpo recluso nelle carceri, il corpo derubato dell'identità femminile e svilito ad oggetto, il corpo sociale umiliato e assoggettato in un vuoto di cittadinanza...

Infine, l'universo artistico, matrice della Dmt, ne diventa anche un destinatario. Sempre più diffuse, infatti, sono le esperienze in cui la Dmt-ER è impiegata nella formazione degli artisti (attori, danzatori...) e come supporto alla didattica musicale.

Danzamovimentoterapia Espressivo-Relazionale - Scuola di Arti Terapie - Piazza Bologna, 22 Roma
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